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Moxibustione

Il calore che nutre. Una delle tecniche più antiche della medicina cinese.

Cos'è

La moxibustione utilizza il calore generato dalla combustione dell'artemisia — la moxa — per riscaldare punti o zone specifiche del corpo. Non è calore generico: è calore diretto, preciso, applicato dove il corpo ne ha bisogno.

 

Come agisce

Secondo la MTC, la moxa tonifica il Qi, riscalda il freddo interno, muove il sangue stagnante e scioglie l'umidità accumulata nei tessuti. La ricerca moderna conferma effetti antinfiammatori e un miglioramento misurabile della microcircolazione locale.

È una tecnica che lavora in profondità — non in superficie.

 

Per chi è indicata

  • Dolori che migliorano con il calore: artrosi, lombalgia, cervicale
  • Stanchezza cronica e immunodepressione
  • Mestruazioni dolorose, diarrea da freddo
  • Deficit energetici
  • Presentazione podalica del feto (punto 67V — protocollo specifico)

 

Come si svolge la seduta

La tecnica più comune è la moxa indiretta: un “sigaro” di artemisia acceso viene avvicinato alla pelle senza toccarla, fino a produrre una sensazione di calore piacevole e penetrante. Possono essere utilizzate candelette, come quella in foto, oppure la lana moxa su fette di zenzero o aglio, per amplificare l'effetto. Non lascia segni permanenti, in genere usata insieme con altre tecniche quali il Tui Na.

 

Precauzioni

Non indicata in presenza di calore interno (febbre, rossore, sete intensa), su pelle lesa, vene varicose o zone edematose. In gravidanza va evitata sull'addome e su alcuni punti specifici.

 

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